LEZIONE 1

Il rispetto delle regole

IL RISPETTO DELLE REGOLE

 

METODO

a) richiamo alle lezioni introduttive per la continuità dell’argomento oggetto dell’insegnamento.

b) Proposta di alcune posizioni errate.

c) Sviluppo dell’argomento: il rispetto delle regole.

 

SVOLGIMENTO DELLA LEZIONE

a) Nelle lezioni introduttive abbiamo imparato a conoscere la scacchiera, i tre tipi di linee che la compongono (traverse, colonne e diagonali), la giusta posizione iniziale dei pezzi, ecc.

b) Si chiede: «È pronta la scacchiera per iniziare la partita?»

 

Diagramma 1

Dopo aver atteso la risposta si fa notare che la casa in basso a destra non è del colore giusto. Essa deve sempre essere bianca. Si passa al diagramma 2.

 

Diagramma 2

Nuovamente si chiede: «È pronta la scacchiera per iniziare la partita?» Dopo aver atteso la risposta si fa notare che i Re non sono al posto giusto (Re bianco su casa nera, Re nero su casa bianca).

 

c) Dopo aver constatato che gli allievi hanno ben capito si passa alla terza fase. Prima di iniziare alcune partite di allenamento si mostra la seguente posizione

 

Diagramma 3

Si chiede: «Perché la partita è terminata?» Dopo aver atteso la risposta si constata che il Re nero ha subito lo scacco matto. Nel diagramma 4 si chiede: «Può il Bianco parare lo scacco al proprio Re? E se sì, in che modo?»

 

Diagramma 4

Dopo aver atteso la risposta si mostra che l’unico modo per parare lo scacco è la

fuga del Re. Infatti non è possibile né la cattura del pezzo attaccante né frapporre  alcun pezzo tra il Re e il pezzo avversario. Ricordare agli allievi, prima delle partite d’allenamento, che non si devono demoralizzare per una  sconfitta. Si può accennare a quanto diceva Capablanca:   «Si impara di più da una partita persa che da cento partite vinte.»

 

SALI SOPRA UP^^

 


LEZIONE 2

LA NOTAZIONE SCACCHISTICA

METODO

a) Richiamo alle lezioni introduttive per la continuità dell’argomento oggetto dell’insegnamento.

b) La notazione scacchistica quale preparazione alle prossime lezioni.

c) Sviluppo dell’argomento: la notazione scacchistica.

SVOLGIMENTO DELLA LEZIONE

a) Nelle lezioni introduttive abbiamo imparato a conoscere e dare l’esatta

     denominazione ad ogni punto della scacchiera.

b) La notazione scacchistica serve in primo luogo a poter rigiocare le proprie

    partite oppure quelle che gli allievi trovano su riviste specializzate e libri di

    scacchi.

 

È importante che gli allievi sappiano trovare la giusta casa anche senza avere sott’occhio la scacchiera. A questo fine si può raccontar loro degli scacchisti che giocano alla «cieca» (il record mondiale è detenuto dall’ungherese Janos Flesch che a Budapest nel 1970 giocò 62  partite contemporaneamente senza vedere le scacchiere).

 

c) All’inizio della lezione è bene che ogni allievo scriva sul suo quaderno   accanto alla scacchiera le lettere da «a» ad «h» e lungo la stessa i numeri da 1 a 8. Essi debbono saper riconoscere le diverse case sia sedendo dalla parte del Bianco che da quella del Nero. Si passa a questo punto ad insegnar loro l’abbreviazione di ogni singola figura, vale a dire: Re = R, Regina o Donna = D, Torre = T, Alfiere = A, Cavallo = C,  il pedone non ha abbreviazione.

 

Si passa quindi a chiedere agli allievi di scrivere la posizione che si verifica dopo le mosse: 1.e2-e4 e7-e5 2. Cg1-f3 Cb8-c6 3. Af1-c4 Cg8-f6.

 

Si fa notare che si scrive per prima la posizione dei pezzi bianchi ed in seguito quella dei pezzi neri. Se delle figure o dei pedoni si trovano sulla stessa colonna si scrive per primo il pezzo che si trova più in basso partendo dalla parte dei bianchi.

Dopo aver lasciato un certo tempo agli allievi si dà la giusta posizione:

Diagramma 1

Bianco: Re1, Dd1, Ta1, Th1, Ac1, Ac4, Cb1, Cf3, pedoni a2, b2, c2, d2, e4,

f2, g2, h2.

Nero: Re8, Dd8, Ta8, Th8, Ac8, Af8, Cc6, Cf6, pedoni a7, b7, c7, d7, e5,

f7, g7, h7.

Si mostra quindi agli allievi la seguente partita spiegando loro

i segni convenzionali.

1. e2-e4 e7-e5 2. f2-f4 Af8-c5 3. f4xe5? Dd8-h4+! 4. Re1-e2?? Dh4xe4

scacco matto.

 

Diagramma 2

Nel gioco degli scacchi, si hanno diversi segni convenzionali che sono: il trattino che divide, come per esempio nella prima mossa del Bianco 1. e2-e4, la casa di partenza da quella di arrivo e vuol quindi dire che il pedone presente in e2 è avanzato nella casa e4. Il segno «x», come per esempio nella terza mossa del Bianco f4xe5, vuol dire che il pedone bianco in f4 ha catturato un antagonista nero in e5. Il segno «+», indica lo scacco. Il «!» indica una buona mossa, «!!» si usano quando la mossa è eccezionale, «?» per una mossa debole, «??» per una mossa perdente, «!?» indica una mossa interessante, «?!» indica invece una mossa dubbia.

 

A questo punto della lezione gli allievi sono pronti a imparare la notazione abbreviata che si adopera generalmente in tutti i libri. Che cosa è la notazione abbreviata?

 

La notazione abbreviata sopprime la casa da cui è partito un certo pezzo e indica solo la casa d’arrivo del pezzo stesso.

Per esempio:

Diagramma 3

Il Bianco gioca 1. Dh5xh8 scacco matto.

 

Più brevemente si può scrivere 1. Dxh8 scacco matto. L’abbreviazione non è possibile quando la stessa casa può essere raggiunta da due pezzi uguali e dello stesso colore. Si chiede a questo punto agli allievi di scrivere la partita che porta alla posizione del diagramma 2 con la notazione abbreviata. Dopo aver lasciato loro un certo tempo, si mostra la notazione corretta.

1. e4 e5 2. f4 Ac5 3. fxe5? Dh4+! 4. Re2?? Dxe4 scacco matto o matto.

Se si deve scrivere una successione di mosse a iniziare da una mossa del Nero, si pone dopo il numero di mossa e il punto di separazione una serie di tre punti, poi la mossa del Nero. Ad esempio, se nel diagramma 3 la mossa fosse al Nero, egli potrebbe eliminare la Donna bianca sia catturandola col Pedone: 1. … gxh5 sia con la Torre: 1. … Txh5. Questo nella forma estesa di scrittura, ma possiamo scrivere anche brevemente: 1… gxh5 e 1… Txh5, risparmiando il punto subito dopo il numero di mossa.

SALI SOPRA UP^^


LEZIONE 3

LA PROMOZIONE DEL PEDONE

 

METODO

a) Richiamo alla specifica lezione introduttiva per la continuità dell’argomento oggetto d’insegnamento.

b) Cosa succede quando un pedone raggiunge l’ottava (prima) traversa.

c) Sviluppo dell’argomento della lezione: la promozione del Pedone che si trasforma in figure diverse.

 

SVOLGIMENTO DELLA LEZIONE

 

a) Nelle lezioni introduttive abbiamo appreso il movimento del Pedone.

b) In questa lezione impariamo o, se già lo sappiamo, approfondiamo cosa succede quando un Pedone, dopo aver attraversato tutta la scacchiera, giunge in fondo ad essa.

 

Il Pedone che raggiunge l’ottava (prima) traversa può essere trasformato in qualsiasi pezzo del proprio colore, a parte naturalmente il Re (di Re ce n’è uno solo!). Generalmente si sceglie la Donna, essendo questa il pezzo di maggior valore presente sulla scacchiera.

 

Diagramma 1

c) Nel diagramma 1 il Bianco gioca 1. b8=D+ vincendo. Si chiede ora: «Perché è errato giocare 1. bxc8=D?»

 

Dopo aver atteso la risposta si fa notare agli allievi che la promozione del pedone è avvenuta senza che il Bianco abbia dato scacco al Re nero.

Pertanto dopo 1. bxc8=D, il Nero può controbattere con 1… gxf1=D+ e la partita è pari.  Bisogna attirare l’attenzione degli allievi sul fatto che non sempre è bene promuovere il pedone al pezzo più forte, vale a dire la Donna, ma alcune volte bisogna accontentarsi di trasformare tale pedone in un pezzo di minor valore.

 

Diagramma 2

Nella posizione del diagramma 2 il Bianco gioca 1. f8=C matto. Si domanda a questo punto agli allievi: «Cosa succede se il Bianco invece di promuovere il pedone a Cavallo, gioca 1. f8=D?»

 

Dopo aver lasciato un buon margine di tempo di riflessione si mostra il seguito. Su 1. f8=D, il Nero può replicare con 1… Cf6+, vincendo poiché il Bianco perde la Donna

 

Ciò ci insegna che non dobbiamo mai essere troppo impazienti di rivedere comparire sulla scacchiera la nostra Donna, ed è quindi sempre opportuno considerare i diversi possibili tipi di promozione e valutare quale risulta migliore per noi.

Vediamo ancora un esempio:

Diagramma 3

Nella posizione del diagramma 3 se il Bianco gioca 1. b8=D, dopo 1....Dc6+ egli perde la Donna e prende matto. Mostriamo l’intero seguito: 1. b8=D Dc6+ 2. Db7 Dxb7 matto.

Si chiede: «A che cosa deve promuovere il Bianco il suo pedone?» Dopo gli esempi precedenti non dovrebbe essere molto dfficile per l’allievo trovare la giusta soluzione e cioè: 1. b8=C+ ed il Bianco patta poiché alla mossa successiva egli catturerà la Donna nera.

SALI SOPRA UP^^


LEZIONE 4

 

LA PRESA EN PASSANT O AL VARCO

 

METODO

a) Richiamo alla specifica lezione introduttiva per la continuità dell’argomento oggetto dell’insegnamento.

b) L’introduzione di una nuova regola che complica (migliorandolo) il gioco degli scacchi.

c) Sviluppo dell’argomento della lezione: la presa en passant.

 

SVOLGIMENTO DELLA LEZIONE

 

a) Nella apposita lezione introduttiva abbiamo appreso come il pedone cattura gli altri pezzi.

b) In questa lezione introduciamo una nuova regola e precisamente la presa en passant. Questa nuova regola deve essere assolutamente conosciuta poiché certe mosse possibili in determinate posizioni si rivelano impossibili o senza scopo in altre.

c) in che cosa consiste la presa en passant?

 

La presa en passant è attuabile quando un pedone, muovendo di due passi viene a trovarsi affiancato ad un pedone avversario. Questi può (non deve) catturare il pedone come se questo fosse stato mosso di un solo passo. Una nota importante: la presa en passant si deve effettuare subito o mai più! Per un esempio vediamo la posizione del diagramma 1

Diagramma 1

Il pedone bianco in c5 controlla le case b6 e d6. Impedisce o tenta d’impedire l’avanzata del pedone nero in d7. Ora il Pedone nero in d7 si sposta in avanti di due case. Nonostante questo fatto il Pedone bianco in c5 può (non deve) catturarlo proprio come se il pedone nero fosse avanzato di una sola casa. In questo caso il Bianco gioca 1. cxd6!

 

Diagramma 2

Passiamo ora al diagramma 3.

 

Diagramma 3

Il Bianco gioca 1. c4+? Questa mossa è un errore. Si domanda: «Come replica il Nero?» Dopo aver atteso la risposat si fa notare che il Nero può effettuare la presa en passant giocando 1. … bxc3. Bisogna far notare agli allievi che se il Nero giocasse a questo punto 1. … Rc5 la possibilità della presa al varco è perduta per sempre! (O subito o mai più).     Vediamo ancora un esempio.

Diagramma 4

 

Si chiede: «Dopo che il Nero ha spinto in e5, il Bianco con quale pedone può effettuare la presa en passant?»

 

Dopo aver lasciato un certo tempo di riflessione si mostra che il pedone nero può essere catturato in due modi: con 1. fxe6 e 1. dxe6 guadagnando il pedone.

Si conclude la lezione mostrando agli allievi un problema-scherzo.

 

Diagramma 5

 

Enunciato: «il Bianco muove e matta in mezza mossa!»

Dopo aver atteso la risposta si spiega che l’ultima mossa del Nero è stata 1. … d5 il Bianco ha preso en passant senza però completare la mossa. La mezza mossa che manca è la rimozione del pedone d5 che evidenza lo scacco matto.

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LEZIONE 5

L’ARROCCO

METODO

a) Richiamo alla relativa lezione introduttiva per la continuità dell’argomento oggetto dell’insegnamento.

b) Realizzazione e utilità dell’arrocco.

c) Sviluppo dell’argomento della lezione: l’arrocco.

 

SVOLGIMENTO DELLA LEZIONE

 

a) Nelle lezioni introduttive abbiamo visto il movimento del Re e della Torre. In questa lezione vedremo come entrambi i pezzi collaborino a quella manovra "complessa" che si chiama arrocco.

 

b) L’arrocco è un’unica mossa che sposta due pezzi dello stesso colore nello stesso tempo: il Re e la Torre. Il B e il N hanno due Torri che permettono quindi due tipi differenti di arrocco, vale a dire l’arrocco sul lato di Re o arrocco corto e l’arrocco sul lato di Donna o arrocco lungo. L’arrocco corto si effettua spostando il Re bianco dalla casa di partenza e1 alla casa g1, mentre la Torre "gira" attorno al Re spostandosi da h1 a f1. L’arrocco lungo si effettua spostando il Re bianco dalla casa di partenza e1 alla casa c1, mentre la Torre "gira" attorno al Re spostandosi da a1 a d1, La stessa cosa può fare parallelamente il Nero.

Ricordiamo che l’arrocco si può fare una sola volta nel corso di una partita. Gli allievi possono domandarsi quale è in definitiva l’utilità dell’arrocco. Ebbene se noi guardiamo le due diverse posizioni della Torre e del Re rispettivamente prima e dopo lci accorgiamo che il Re si è messo al sicuro in un angolo difficilmente attaccabile dai pezzi dell’avversario mentre la Torre ha assunto una posizione migliore togliendosi da un angolo dove la sua azione era un po’ compromessa.

Un’ultima osservazione: nella notazione scacchistica l’arrocco corto si indica con il segno 0-0 mentre quello lungo con il segno 0-0-0.

 

c) Si passa così alla terza fase. Bisogna prima di tutto spiegare agli allievi che non sempre l’effettuazione dell’arrocco è possibile. Vediamo quando si può arroccare.

1) quando fra il Re e la Torre destinata a fare l’arrocco non vi sono pezzi interposti.

 

In questo caso né il Bianco né il Nero possono effettuare l’arrocco.

Diagramma 1

 2) quando il Re e la Torre destinata all’arrocco non sono ancora stati mossi. In questa posizione il Bianco può effettuare solo l’arrocco lungo. Quello corto è vietato anche se la Torre tornerà in h1 poiché è già stata mossa. Il Nero invece può effettuare solo l’arrocco corto, quello lungo è vietato anche se la Torre tornerà in a8 poiché è già stata mossa.

Diagramma 2

3) quando il Re non è sotto scacco.

 

Diagramma 3

Nel diagramma 3 il Bianco non può effettuare alcun tipo di arrocco poiché il suo Re si trova sotto scacco. Il Nero può scegliere invece quale arrocco fare.

4) quando arroccando il Re non va a finire sotto scacco. Nella posizione del diagramma 4 il Nero non può effettuare l’arrocco corto poiché il suo Re si troverebbe sotto scacco al termine della manovra. Può invece fare quello lungo. Il Bianco ha la scelta tra l’arrocco lungo e corto.

 

Diagramma 4

5) quando le case da cui il Re deve passare non sono sotto controllo dell’avversario. Il Bianco non può eseguire né l’arrocco corto né quello lungo poiché le case f1 e d1 per cui deve passare il Re sono sotto controllo nemico. Il Nero può solo arroccare corto poiché l’arrocco lungo è impedito dalla presenza dell’Alfiere in g5 che controlla la casa di passaggio d8.

Diagramma 5

Nella posizione del diagramma 6 si chiede: "Quali tipi di arrocco può fare il Bianco e quali il Nero?" Dopo aver lasciato un congruo tempo per riflettere si mostra che il Bianco può effettuare sia l’arrocco corto che quello lungo mentre il Nero può fare solo l’arrocco corto perché quello lungo è vietato dall’Alfiere bianco in g5. Si fa notare inoltre agli allievi che anche se il Cavallo nero in a3 controlla la casa b1 questa non è una casa del passaggio del re bianco.

Diagramma 6

Si passa così al diagramma 7. Partita Morphy-Stauton, New York 1857. Si spiega agli allievi che l’arrocco ha come scopo principale mettere al sicuro il Re e si domanda: "Con quale mossa il Bianco impedisce l’arrocco al Nero?" Dopo aver atteso la risposta si mostra il seguito 1. Aa3! dopo di che l’arrocco è impedito ed il Re nero al centro della scacchiera diventa un ottimo obiettivo di attacco per le forze Bianche.

Diagramma 7

 

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